Da vedere a Montà

12/04/2019 In Montà 0 Comments

Montà d'Alba vi attende per proporvi una visita nel centro storico, una passeggiata fiancheggiata dal castello e dal suo maestoso parco.

Il Santuario dei Piloni con la via crucis, la Rete Sentieristica che vi porterà alla scoperta delle maestose Rocche di Montà, a cui è dedicato l'Ecomuseo delle Rocche del Roero, la piscina comunale sia al coperto che all'aperto, la Galleria comunale degli acquerelli;

Montà d'Alba offre tante proposte per un soggiorno di relax a contatto con la natura.


Castello dei Morra a Montà d'Alba



Parrocchiale di S. Antonio Abate 

Nel corso del cinquecento i Malabaila fecero demolire l’antico oratorio presso il castello, nella parte più alta della villa, e fecero costruire la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate. La struttura è ancora tardo gotica, con la navata centrale articolata su cinque arcate e quelle laterali soltanto su quattro. Il coro è risolto con cinque angoli e rispettive lesene. Nel corso del XVII e XIX secolo la chiesa viene ampiamente riplasmata, e vengono realizzati il campanile e la facciata odierni.
All'interno da segnalare: un'acquasantiera in marmo del 1663, l'icona di S. Antonio e la via Crucis commissionate nel 1795 al Rapous, il coro ed il presbiterio riaffrescati nello stesso anno rispettivamente da Bernardino Barelli e da Giuseppe Palladino. Di fattura ottocentesca sono il pulpito dello stuccatore Carlo Piazza, datato 1804; gli affreschi delle volte, opera dei fratelli Domenico, Carlo e Placido Mossello del 1877; un Sacro Cuore di Luigi Morgari del 1898.


Antica parrocchiale di S. Antonio Abate

Castello

Il castello di Montà ha origini relativamente tarde perché l’antico fortilizio di origini romane sorgeva in un altro punto, ed oggi è totalmente scomparso. Fu costruito dove ancora oggi lo possiamo ammirare nel 1363 per volere dei Roero, ma fu completamente rifatto dagli Isnardi nel 1647.
La posizione geografica sull'importante passaggio che dalla conca di Canale sale alla pianura del Po, colloca il maniero nella grande Storia, ma insieme comporta pagine tristi che lo vedono oggetto di saccheggi e menomazioni: nel 1544 per parte delle truppe imperiali del marchese del Vasto; nel 1691, ad opera di 5.000 francesi agli ordini di Catinat, che per rappresaglia ne incendiano un ramo, unitamente alla villa e agli airali dell'abitato.
Oggi appare come una gentile dimora seicentesca con tanto di torre rotonda finemente decorata, ampio loggiato, elegante salone d’onore, scenografico portale d’accesso e grande giardino. Al suo interno ci sono ancora magniloquenti pitture e affreschi di architetture dipinte a trompe l’oeuil, nonché un cunicolo che si perde nel buio, un pozzo interno con l'imponente ruota per l'estrazione dell'acqua e le affascinanti prigioni.


Torre Campanaria

Sorge per volere del Comune di Asti nel 1257 a suggello della sconfitta inferta ai Conti di Biandrate e dell'imposizione di accorpare nella villanova di Montata Fangi gli abitanti dei limitrofi insediamenti distrutti. Eretta all'estremità inferiore della 'villa vecchia', atigua alla 'casa della comunità' e munita di campana, la torre civica campeggia così sul nuovo centro abitato, segnando la nuova porta (con ponte levatoio) sull'asse d'espansione dettato dagli astigiani ed il nuovo percorso d'accesso da Canale, detto della 'Redna' (o 'Redena').
Le continue riparazioni e sottomurazionidei primi decenni del XVIII sec. inducono il Comune nel 1754 a procedere alla ricostruzione dell'opera. Commissionato al mastro da muro Antonio Broglio, il nuovo campanile vede utilizzati i materiali della vecchia torre e, in aggiunta, altri 115.000 fra mattoni, limbes e coppi, nonchè 632 pezzi 'fra quadri e tivole'. Nel 1756 e 1780 si appongono i quadranti dell'orologio e si completa l'opera con la construzione 'dell'ala inserviente per li incanti', smantellata nella seconda metà dell'Ottocento.

Centro storico e torre campanaria di Montà

Confraternita di San Michele

Viene iniziata sulla Piazza degli Ajrali dalla Compagnia dei Disciplinati nel 1845 e terminata nel 1854. Attualmente posta in piazza S. Michele. All'esterno presenta una facciata d'impianto neoclassico ed un gradevole campanile; all'interno tre navate longitudinali, due altari ed un ampio coro per l'Officio della compagnia. L'apparato decorativo è del 1907, opera di Lorenzo e Costantino Mossello; le dorature sono di Bernardo Arduino. Sul lato destro, dal 1910, trova collocazione la grotta della Vergine di Lourdes. S. Michele è ricordata anche per essere stata la chiesa del Servo di Dio canonico Francesco Chiesa, personalità eminente della diocesi albese ne primi decenni del '900 e co-fondatore della Pia Società San Paolo.
Attualmente è utilizzata per convegni ed è visitabile su richiesta.

Chiesa dei Ss. Giacomo minore e Filippo e Santuario dei Piloni

Situata presso il sito dei "Piloni", ha una storia antichissima. È infatti certo che qui esistesse un edificio di culto ben prima del duecento. Verso la fine di questo secolo venne però ricostruita, e in alcune parti della chiesa si possono ancora osservare le modalità di costruzione romaniche e gotiche. Ad esempio i bassorilievi nelle mensoline in laterizio sul fianco della chiesa risalgono alla seconda metà del duecento. Rappresentano figure umane, zoomorfe o semplici decorazioni.
In alcune parti murarie si possono individuare i primi esempi di transizione tra tardo Romanico e Gotico. Nella facciata si notano ancora decorazioni in mattoni disposti a dente di sega e una finestrella di forma ogivale. La chiesa ha subito nel corso dei secoli numerose modifiche.

Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo

Pilone della Via Crucis del Santuario dei Piloni di Montà